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11 Dic

I colori della fede a Venezia tra Tiziano, Tintoretto, Veronese

Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo presentano il progetto espositivo “I colori della fede a Venezia: Tiziano, Tintoretto, Veronese” presso il Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo.

Il progetto espone per la prima volta nella città di Cuneo cinque grandi pale d’altare dei maestri del Rinascimento veneto Tiziano Vecellio, Jacopo Robusti detto il Tintoretto e Paolo Caliari detto il Veronese, provenienti da altrettante chiese veneziane. La mostra conclude le iniziative realizzate nel corso del 2022 per celebrare i 30 anni della Fondazione CRC, istituzione da sempre attiva per sostenere e promuovere attività culturali finalizzate ad accrescere il ruolo e la riconoscibilità del territorio provinciale quale sede di proposte di indiscutibile valore.

Paolo Caliari, detto il Veronese, Battesimo di Cristo, 1560-1561, olio su tela, 214 x 100 cm, Venezia, chiesa del Redentore

Paolo Caliari, detto il Veronese, Battesimo di Cristo, 1560-1561, olio su tela, 214 x 100 cm, Venezia, chiesa del Redentore

Per l’esposizione ospitata nell’area conventuale di San Francesco a Cuneo – architettura medievale d’accesso alla pianura dall’arco alpino, ora monumento nazionale – i curatori si sono concentrati sul periodo compreso tra il 1560 e il 1565. Le opere presentate risultano in perfetto dialogo cronologico e stilistico e si confrontano con temi fondamentali nell’iconografia cristiana: l’Annunciazione e l’Incarnazione di Cristo, il suo Battesimo, l’Ultima cena, la Crocifissione e la Resurrezione. Il progetto espositivo offre una precisa percezione di come il colore veneziano si sia posto al servizio della sacra narrazione, riflettendo la spiritualità lagunare.

Jacomo Robusti, detto il Tintoretto, Crocifissione, 1560 circa, olio su tela, 297x165 cm, Venezia, chiesa di Santa Maria del Rosario, detta dei Gesuati

Jacomo Robusti, detto il Tintoretto, Crocifissione, 1560 circa, olio su tela, 297×165 cm, Venezia, chiesa di Santa Maria del Rosario, detta dei Gesuati

Apre la mostra l’Annunciazione (1563-1565) di Tiziano proveniente dalla Chiesa di San Salvador. Del Veronese vengono presentate il Battesimo di Cristo (1560-1561) dalla Chiesa del Redentore e la Resurrezione di Cristo (1560 circa) dalla Chiesa di San Francesco della Vigna. Di Tintoretto vengono esposte l’Ultima Cena (1561-1566) dalla Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio detta San Trovaso e la Crocifissione (1560 circa) dalla Chiesa di Santa Maria del Rosario detta dei Gesuati. Due delle opere esposte, il Battesimo di Cristo del Veronese e la Crocifissione di Tintoretto sono state inoltre restaurate nell’ambito di edizioni passate di Restituzioni, il programma di restauri curato e gestito da Intesa Sanpaolo.

Jacomo Robusti, detto il Tintoretto, Ultima cena, 1561-1566, olio su tela, 224,5 x 415 cm, Venezia, chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, detta di San Trovaso

Jacomo Robusti, detto il Tintoretto, Ultima cena, 1561-1566, olio su tela, 224,5 x 415 cm, Venezia, chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, detta di San Trovaso

Il progetto espositivo rimanda al ruolo di Venezia e della Repubblica Serenissima quale ‘porta del mondò con i suoi commerci e la sua diplomazia, e a quello di Cuneo quale via d’accesso a ovest attraverso le Alpi, che divengono luogo di permeazione reciproca tra Italia e Francia e di costruzione di una eccezionale identità.

La mostra vuole offrire un’occasione di approfondimento del ruolo di queste grandi opere nel loro contesto veneziano così da dare al visitatore ogni strumento per percepire la necessità di una lettura che sia svolta nell’ottica fedele del tempo, oltre che per comprendere appieno l’importanza epocale del dialogo artistico svoltosi tra Tiziano, Tintoretto e Veronese.

Accompagna la mostra il catalogo edito da MondoMostre a cura di Gianmatteo Caputo e Giovanni Carlo Federico Villa.

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