TOP
21 Dic

Mascoulisse Quartet, l’orgoglio di essere tromboni

Non sono altro che dei tromboni. Questo un po’ il pregiudizio diffuso. E non perché boriosi, quanto piuttosto per il poco riconoscimento pubblico che generalmente viene dato allo strumento. Un preconcetto dal quale si sono affrancati grazie alla loro dedizione i musicisti del Mascoulisse Quartet. Il quartetto di tromboni nato nel 2007 e composto da Emanuele Quaranta, Stefano Belotti, Alberto Pedretti e Davide Biglieni, diplomati in Trombone con il massimo dei voti presso i Conservatori “Luca Marenzio” di Brescia e “Gaetano Donizetti” di Bergamo e attivi anche singolarmente in esibizioni di gran fama (con direttori quali Barenboim, Mehta, Muti, Noseda, Luisi, Morricone, Boreyko, Marshall e Temirkanov), anche con musica
contemporanea e pop, con etichette discografiche, televisioni e radio di prestigio.

Emanuele Quaranta (foto di Paolo Martelli)

Il loro essere musicisti di solida formazione accademica e ricche referenze lo spiega bene il loro direttore artistico, Emanuele Quaranta, ventotto anni e la comune conoscenza coi colleghi durante gli anni del Conservatorio. “Il nostro è stato, ed è ancora, un lungo percorso per elevare lo strumento. Essere un quartetto di tromboni purtroppo non ha ancora il fascino, e quindi i circuiti elevati, del quartetto d’archi. Ma questo strumento ha avuto un suo ruolo fondamentale nella storia della musica. Pensiamo a Monteverdi o a Beethoven, al barocco, e man mano alla sua importanza a livello orchestrale e poi come solismo con Rota, Berio e altri compositori o virtuosi. Il trombone deve ritornare uno strumento principe, smentendo la diffusa mentalità che lo guarda con la diffidenza di uno strumento “minore”. Va costruito un repertorio e acclamati in pubblico meravigliosi concerti come quelli di un solista d’eccezione come Christian Lindberg, con cui abbiamo avuto l’onore di suonare lo scorso anno al Teatro Ristori di Verona. Più bel complimento non poteva farci, dicendo che gli ricordavamo lui da giovane. Ha percepito in noi la giusta energia e ci ha esortati ad andare avanti, a non mollare mai. Ora abbiamo in repertorio anche un pezzo scritto da lui”.
Ed è proprio con un grande come Lindberg che infatti il Mascoulisse Quartet si è relazionato e continua a collaborare in questi suoi dieci anni di attività. Con artisti di fama internazionale del calibro di Stefan Schulz (Berliner Philharmoniker), Michel Becquet, Vincent Lepape, il duo pianistico BiondiBrunialti e Giulio Mercati. La carriera del quartetto, che richiama il suo nome alla “coulisse” del trombone (come viene chiamato il “tiro” in francese) conta infatti ad oggi ben più di 400 concerti in importanti rassegne e festival italiani e non solo, tra Europa e Stati Uniti, dove hanno portato il loro repertorio, originale ed elegante, capace di sperimentare anche nel contemporaneo e di “contaminarsi”, ad esempio, con la musica elettronica.
“Lo scorso anno – ricorda sempre Emanuele Quaranta – abbiamo avuto il coraggio di portare in prima mondiale a New York una serie di pezzi completamente nuovi, riadattamenti di composizioni famose. Vogliamo lasciare un segno nel futuro. E lavorando, con passione e abnegazione, vogliamo farci le ossa. Ad esempio porteremo in Danimarca una tournée di musica sacra e poi saremo in Cina, Hong Kong e in Giappone. Perché il trombone funziona benissimo anche con il sacro antico, il polifonico, il barocco, i madrigali corali. Com’è accaduto al Duomo di Milano, ambiente spettacolare per esibizioni del genere. Il nostro disco “Onde Antiche e Moderne” racchiude questo nostro percorso. La nostra versatilità, ma anche l’impronta profonda di come noi intendiamo fare musica”.
Intanto, proprio in tema di versatilità, il Quartetto rinnova le proprie doti organizzative. Riconfermando quindi l’oramai ottava edizione della MASterBrass, rassegna internazionale che programma dal 2011 ospitando e affiancando nelle esibizioni i più grandi interpreti mondiali di ottoni, e inaugurando oltretutto il primo anno di “Masterbrass Academy”, una scuola per ottoni che si ripromette di formare nuovi talenti del genere con metodologie didattiche innovative, corsi convenzionati e certificati dal Conservatorio di Musica “Luca Marenzio” di Brescia e Darfo.
“Alla MASterBrass, personalità come Lindberg, Schulz e Becquet hanno suonato con noi e inciso dischi live di quei concerti – conclude il direttore artistico del Mascoulisse, quartetto che per altro ha all’attivo sette dischi, oltre a varie pubblicazioni didattiche, ed è vincitore di numerosi premi internazionali – Mentre con la MAS Academy ciò che ci prefiggiamo è di assicurare ai giovani una scuola di riferimento continuativa, come avevamo noi che abbiamo avuto la fortuna di esserci formati a Brescia come allievi di Guido Del Monte. Una scuola attiva tutto l’anno, con diverse classi, che ha l’onore di avere tra i suoi docenti, solo per citarne un paio, personalità del settore come il Maestro Roberto Miele (corno) e il Maestro Alberto Frugoni (tromba). Quanto al futuro, perché no, ci aspettiamo di poter essere ospiti di alcune masterclass in conservatorio. Stiamo mettendo in piedi un programma teatrale con una voce recitante. Lavorando ad un nuovo importante progetto discografico con brani che vanno da Stravinsky a Beethoven. E ci prefiggiamo di poter collaborare con orchestre e quartetti d’archi. Un altro bel passo per noi. Stiamo scavando una strada nuova”.

1Commento
  • guido delmonte

    Bellissimo articolo per aiutare a fare conoscere alle persone questo nobile strumento ancora abbastanza sconosciuto nelle sue potenzialità espressive e raffinate, al contrario di questo nome “TROMBONE” immaginato come quasi grottesco, dovuto ai detti comuni delle frasi italiane di uso comune. Ho dedicato tutta la vita a questo strumento che mi ha dato tanto, ed ora questi ragazzi fantastici con una carica pazzesca, lo stanno portando a noi con tutte le sue potenzialità nei loro concerti, complimenti e grazie ancora , guido delmonte docente sino al 2011 della classe di trombone al concervatorio di Brescia.
    Cavriago di Reggio Emilia 23 Dicembre 2017

    23/12/2017 at 15:51 Rispondi

Inserisci un tuo commento